PERCHE’ LE DIETE NON FUNZIONANO

Bassi regimi calorici sono dannosi. Qualsiasi programma dietetico che riduce la massa magra è un fallimento. Le Società commerciali che pubblicizzano risultati veloci con diete da 800-1200 calorie portano il corpo a riconoscere la perdita di grasso come un attacco alle sue riserve energetiche e prende immediatamente ogni sorta di azione difensiva. Da qui parte la prima difensiva: aumenta la quantità e l'attività di un enzima chiamato lipasi lipo-proteica, fondamentale nel deposito dei grassi; seconda difensiva: il metabolismo basale rallenta, riducendola capacità di bruciare i grassi.
L'attività dell'enzima e la riduzione del metabolismo continuano per settimane anche dopo aver terminato da dieta, perché il corpo si ricorda esattamente quanto grasso aveva e lo rivuole indietro. Quindi immagazzina ogni molecola di grasso che si mangia, anche a costo di disperdere energia corporea.
Risultato: fatica post dieta e un appetito irrefrenabile che trasforma velocemente ogni grammo in grasso, con in più un altro poco di grasso per "sicurezza"! Non seguite le diete commerciali, perché il vostro sarà soltanto un continuo fallimento.
Tratto dal Dr. Michael Colgan, Ph.D. Presidente del Colgan Institute of Nutritional Science, San Diego, CA.

COME MANGIARE
La caloria è una misura del calore. Il contenuto calorico del cibo è misurato sulla base di quanto calore può produrre quel cibo quando esso viene “bruciato”. Il cibo che mangiamo è infine convertito in glicogeno e viene immagazzinato nel muscolo, per essere poi usato durante l’attività muscolare. La velocità specifica con cui le calorie vengono utilizzate da una persona a riposo (ad esempio che giace nel letto), è nota come Rapporto Metabolico di Base (BMR). Esso è determinato dall’età, dal sesso, dalla dimensione fisica, dal peso e dalla funzione endocrina. Un sistema ottimo è l’esame plicometrico. Determinare il vostro fabbisogno calorico giornaliero approssimativo vi aiuterà a definire un regime dietetico sano, in particolar modo quando desiderate aumentare o diminuire di peso.

I grassi, i carboidrati e le proteine sono le principali sostanze generanti calorie presenti nella nostra dieta. Le calorie derivanti da queste tre sostanze vengono bruciate in modo differente. L’energia necessaria per bruciare un grammo di grasso è pari a 9,45 calorie, mentre per i carboidrati è di 4,10 calorie e per le proteine di 5,65 calorie. Se lo scopo è quello di perdere peso, è necessario ingerire un numero di calorie inferiore rispetto a quelle che vengono bruciate. Per l’aumento di peso, l’allenamento coi pesi è il vero elemento chiave per assicurare che il peso perduto non venga sottratto alla massa muscolare ma al grasso superfluo. Alcuni studi indicano, per esempio, che durante una dieta ferrea il 65% del peso perso nei primi 10 giorni si verifica a livello muscolare e solo il 35% è costituito da grasso. E’ necessario mantenere l’integrità della massa muscolare durante il periodo in cui si vuole calare di peso. L’unico sistema conosciuto dalla scienza è quello di allenarsi con i pesi durante il periodo di equilibrio calorico negativo.
Percentuale di grasso
Classificazione
1% - 10% atleti – uomini
9% - 14% atleti – donne
10% - 14% uomini adulti in forma
14% - 18% donne adulte in forma
20% uomo normale
20% donna normale
20% - 22% obesità clinica – uomini
25% - 28% obesità clinica - donne
28% - 30% obesità cronica – uomini
35% - 38% obesità clinica – donne

Queste classificazioni indicano le percentuali di grasso secondo l’interpretazione medica.
L’obesità cronica viene indicata dai medici come una condizione di “malattia”.

Il come si mangia gioca un ruolo importantissimo, in quanto da ciò dipendono moltissime cose: se il grasso si accumula, se il cibo viene completamente utilizzato e se la digestione è completa.
Fare 4 o 5 pasti piccoli (per un totale di calorie pari a quello di un unico pasto abbondante) vi permetterà di assimilare completamente le calorie, utilizzandole tutte, senza accumulo di grasso. Questo concetto è importante per tutti coloro che desiderano aumentare di peso, diminuire o rimanere così come sono ma rafforzandosi. Secondo gli studi scientifici, si sa che la completa digestione e assimilazione di un pasto richiede dalle 3 alle 4 ore. Il processo digestivo avviene seguendo varie fasi successive in cui diversi enzimi e succhi gastrici vengono utilizzati secondo la necessità.
Appena uno di essi ha terminato il suo lavoro, entra in azione il successivo, e così via fino a che la digestione non è completata al punto di consentire l'assimilazione. Pasticciare durante il processo digestivo comporta l’intervento degli enzimi digestivi che vanno a negare l’efficacia di quelli già presenti. Il processo digestivo del cibo preso precedentemente si arresta e spesso il cibo si trattiene nello stomaco fino a 72 ore, prima di essere nuovamente digerito per l’assimilazione.
I cibi sono divisi nei seguenti gruppi:
- Gruppo della carne e delle uova
- Gruppo del pane, del grano integrale e dei cereali
- Gruppo dei vegetali e della frutta
- Gruppo caseario

Le percentuali di fonti caloriche consigliate sono:
Grasso 15% - Carboidrati 50%-60% -Proteine 25%-30%
Il prendere più proteine provoca la formazione di un’ammoniaca altamente tossica all’interno del nostro sistema, detta urea. Essa deve essere eliminata in quanto successivamente sottopone a sforzo fegato e reni.

ALIMENTAZIONE IN BASE AL GRUPPO SANGUIGNO
Ho ritenuto opportuno far conoscere da una pubblicazione di Natura e Scienza, la proposta rivoluzionaria di PETER D'ADAMO, (naturopata statunitense) secondo la quale i gruppi sanguigni sarebbero lo specchio in cui è possibile leggere il passato dei nostri antenati, con la progressiva evoluzione della specie umana. (Questa teoria, che non si limita ad una ricostruzione antropologica della vita sul pianeta, propone anche il gruppo sanguigno come impronta genetica che caratterizza la nostra identità individuale e condiziona la nostra reattività ed i nostri comportamenti).
La scoperta di Peter D'Adamo consiste essenzialmente nel considerare i 4 gruppi sanguigni 0, A, B, AB come la chiave interpretativa dei misteri della vita, della salute e della malattia. L’appartenenza di ogni individuo ad uno dei gruppi sanguigni, costituisce l'impronta genetica che caratterizza la nostra identità e condiziona la nostra reattività ed i nostri comportamenti. Nei quattro gruppi sanguigni della popolazione umana sono pertanto iscritte le capacità di adattamento soprattutto del sistema digerente e di quello immunitario, che hanno reso possibile la vita dei nostri antenati e la nostra. Nasce dunque un profilo per ciascuno dei quattro gruppi sanguigni che permette di suggerire un programma ottimale, con la consapevolezza dei propri punti di forza e della vulnerabilità nei confronti di determinate malattie, con la possibilità di una scelta corretta degli alimenti adatti e dei cibi da evitare, con la proposta di comportamenti capaci di assicurare la risposta personale ottimale nei confronti dello stress al fine di rallentare il processo di invecchiamento.

COSA SONO E QUALI SONO I GRUPPI SANGUIGNI
I sistemi di classificazione dei gruppi sanguigni umani sono numerosi. Il gruppo sanguigno AB0 è il più importante di tali sistemi. L'identificazione AB0 permette di individuare 4 tipi diversi di gruppo sanguigno: 0, A, B, AB. Questi "gruppi" sono detti "sanguigni" in quanto formano i diversi gruppi di persone che possono scambiare il sangue tra loro senza reazioni avverse.
Vengono riassunte, in breve, le caratteristiche dei 4 gruppi:
- Soggetti del tipo 0 (da leggere "zero", come la cifra 0) non hanno antigeni e possiedono anticorpi diretti contro gli antigeni del gruppo A e B.
- Soggetti di tipo A hanno l'antigene A e anticorpi anti-B, quindi non possono ricevere sangue di gruppo B.
- Soggetti di tipo B hanno l'antigene B e anticorpi anti-A, quindi non possono ricevere sangue di gruppo A.
- Soggetti del tipo AB hanno gli antigeni A e B, mentre non possiedono anticorpi anti-A e anti-B, quindi possono ricevere il sangue dagli altri gruppi, ma non possono donare il sangue se non a soggetti dello stesso gruppo.
La determinazione del gruppo sanguigno di appartenenza è fondamentale per evitare che le trasfusioni siano incompatibili. La trasfusione tra gruppi sanguigni incompatibili comporta dei fenomeni di agglutinazione che possono portare a morte.
La frequenza dei 4 gruppi sanguigni appare diversa nelle popolazioni dei vari continenti.
In Europa la percentuale media di soggetti appartenenti ai diversi gruppi è la seguente:
40% del gruppo 0,
40% del gruppo A,
15% del gruppo B
5% del gruppo AB. Alcuni ricercatori hanno evidenziato che molte sostanze contenute negli alimenti sono in grado di provocare l'attivazione di fenomeni di agglutinazione, anche se molto più deboli, nei confronti delle cellule di determinati gruppi sanguigni, provocando l'attivazione di fenomeni di vero e proprio rigetto. Ancora una volta Peter D'Adamo chiarisce l'importanza delle connessioni tra alimenti e gruppi sanguigni:

"Molte lectine (proteine presenti negli alimenti, dotate della proprietà di agglutinazione) presentano caratteristiche simili a quelle degli antigeni dei gruppi sanguigni e si comportano pertanto come nemici per le persone che possiedono anticorpi diretti contro quello specifico antigene. Il latte per esempio possiede lectine simili all'antigene B: se una persona con sangue di tipo A né beve un po', il suo sistema immunitario metterà subito in moto i meccanismi di agglutinazione nel tentativo di eliminare l'intruso (...). Ciascuna lectina, però, ha le sue predilezioni e quindi gli organi che possono essere colpiti sono diversi. Una volta giunta a destinazione, la lectina esercita un effetto magnetico sulle cellule che la circondano; le attira e favorisce la formazione di microscopici agglomerati che, in un secondo tempo, vengono distrutti".

COSA SONO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
Le intolleranze alimentari rappresentano l'incapacità di soggetti appartenenti ad un determinato gruppo sanguigno di digerire normalmente certi alimenti per la presenza di sostanze dannose, capaci di innescare fenomeni minimi di agglutinazione che sommandosi nel tempo possono esitare in varie espressioni di malattia. Per identificare le sostanze verso cui si è intolleranti si propone di fare riferimento al proprio gruppo sanguigno, espressione dell'adattamento della specie umana ad un determinato contesto alimentare che ha consentito la sopravvivenza ai nostri antenati, ma che continua a condizionarci. Le stesse reazioni gravi di agglutinazione, che mettono in pericolo la vita di soggetti che ricevono trasfusioni da persone di un gruppo sanguigno incompatibile, si verificano, anche se in misura minima ed impercettibile, quando introduciamo alimenti ricchi di sostanze con struttura chimica simile agli antigeni del sangue incompatibile, capaci di indurre fenomeni dannosi progressivi.

COSA SONO LE LECTINE E COME SI POSSONO INDIVIDUARE
Uno degli elementi cardine dell'ipotesi sostenuta da Peter D'Adamo è l'intolleranza di ciascuno dei 4 gruppi sanguigni per alcune categorie di alimenti, conseguente alla presenza di lectine.
Ogni gruppo sanguigno ha la capacità di metabolizzare alcune di tali proteine e non altre. Così quando ingeriamo un cibo contenente lectine incompatibili con il nostro gruppo sanguigno, queste ultime possono provocare fenomeni di agglutinazione nel sangue o precipitare nel contesto di diversi organi-bersaglio. In tal modo sono stati caratterizzati 4 profili dietetici, per ciascuno dei 4 gruppi sanguigni, consigliando una dieta ideale basata sulla riduzione o eliminazione dei cibi difficili da digerire, contenenti le lactine capaci di provocare reazioni di agglutinazione. Sarà così possibile correggere errori alimentari, trattare le varie manifestazioni morbose, prevenire la comparsa delle affezioni, ridurre il peso in caso di sovrappeso o obesità, ottimizzare il potenziale di salute di ciascuno, secondo il gruppo sanguigno di appartenenza. Ovviamente il consumo di cibi ricchi di lectine incompatibili con il proprio gruppo sanguigno comporta un'aumentata eliminazione di indacano a livello urinario. Secondo l'esperienza di Peter D'Adamo i risultati delle reazioni con il test dell'indacano vanno interpretati secondo la seguente valutazione:
* 0-2: valore buono
* 2-3: presenza di qualche problema,
* 3-4: condizione critica.
Il test dell'indacano consente anche di monitorare nel tempo i successi conseguiti seguendo la dieta adatta al proprio gruppo sanguigno, tanto da essere evidenti già dopo le prime due settimane.